Una poesia di Patrizia Cavalli

È tutto così semplice, sì, era così semplice,
è tale l’evidenza che quasi non ci credo.
A questo serve il corpo: mi tocchi o non mi tocchi,
mi abbracci o mi allontani. Il resto è per i pazzi.

 

Una poesia di Velimir Chlebnikov

Io non porto cappelli signorali,
io non porto calzari signorali.
Il chiaro cielo è il mio cappello,
la grigia terra le mie scarpe.

da “47 poesie facili e una difficile”
(trad. di Paolo Nori)

M’è dato un corpo…

M’è dato un corpo – che ne farò io
di questo dono così unico e mio?

Sommessa gioia di respirare, esistere:
a chi ne debbo essere grato? Ditemi.

Io sono il giardiniere, e sono fiore;
nel mondo-carcere io non languo solo.

Già sui vetri dell’eternità è posato
il mio respiro, il caldo del mio fiato.

L’impronta lasceranno di un disegno,
e più non si saprà che mi appartiene.

Scoli via la fanghiglia dell’istante:
rimarrà il caro disegno intatto.

 

Osip Mandel’stam, 1909

da Cinquanta poesie, Remo Faccani cur., Einaudi

(preso da qui)